Chirurgia estetica la bottega

pubblicato il da in Chirurgia Estetica

Si potrebbe dire che medici si nasce, chirurghi estetici si diventa. Nel senso allusivo della "vocazione" per quanto riguarda la scelta di appartenere alla categoria dei medici (il giuramento Ippocratico docet) e dell'orientamento che si acquisisce strada facendo per indirizzarsi e poi approdare nei lidi vari della chirurgia estetica. Senza nulla togliere alla passione (e come tale svincolata da ogni interesse economico, almeno in primis) per chi si orientale verso la chirurgia estetica diciamo che non gli possiamo riconoscere quell'animus proprio della vocazione del medico a curare, guarire, data la sua riconosciuta  location nel campo della mera patologia del corpo e della mente. Eccezioni, nell'ambito della chirurgia estetica possono essere considerate sotto questo profilo solo la chirurgia delle malformazioni, dei tumori (chirurgia estetica ricostruttiva secondaria a chirurgia demolitiva), delle conseguenze di gravi traumi.

È anche vero che il successo economico nella professione della chirurgia estetica è anche indicatore (non sempre però) di bravura, di esperienza sul campo e quindi è indistinguibile dalla mera passione, mentre per quanto riguarda la professione medica tradizionale l'aspetto economico può essere completamente separato dalla passione. La chirurgia estetica si paga, la chirurgia generale anche no.

Tant'è comunque che molto spesso chi esercita la chirurgia estetica non passa necessariamente per la specialità in chirurgia plastica e talvolta neppure per l'Università.

Facciamo il punto: per esercitare la professione di chirurgo estetico che come oggetto esclusivo della sua professione ha la chirurgia estetica in teoria non occorre essere specialisti. Certo bisogna saperlo fare ma con l'arte di arrangiarsi

Mentre ad esempio per fare l'anesista bisogna essere specialisti in anestesiologia e rianimazione, per "fare" chirurgia estetica no. Mentre per fare il radiologo bisogna essere specialisti in radiologia, per fare chirurgia estetica no. Mentre per fare il dentista bisogna appartenere a un albo dei medici odontoiatri, per essere attore in chirurgia estetica no.

Solo a far data dal 2012 per impiantare protesi al seno è necessario appartenere in alternativa alla categoria degli specialisti un chirurgia plastica, a quella degli specialisti in chirurgia generale, toracica o ginecologia o, in difetto di ciò di essere " esperti" in materia da almeno cinque anni (durata tecnica della scuola di specialità).

La specialità di riferimento per esercitare nell'ambito della chirurgia estetica è in chirurgia plastica. Ha una durata di 5 anni come tutte le specialità chirurgiche secondo una normativa comunitaria e prevede il superamento ogni anno di esami specifici, prevede la frequentazione dei vari reparti ove si "fa" la chirurgia plastica e alla fine la discussione di una tesi originale su uno dei vari temi della chirurgia plastica o estetica.

Non è facilissimo, tant'è che la maggior parte dei chirurghi " svincolano" e approfittano del " vuoto" normativo per farsi da sé imparando qualcosa qua e là e diventando così "esperti" in chirurgia estetica. No comment.

 

Chirurgia estetica da parte del paziente

Chi si rivolge alla chirurgia estetica appartiene a varie categorie:

  • é un consumatore abituale ( si fa per dire ) nel senso ha già avuto esperienza in chirurgia estetica
  • é candidato consumatore per la prima volta e rispetto alla chirurgia estetica nutre solo fantasie e attese
  • ne ha avuto esperienza attraverso quella di conoscenti o amici o parenti
  • ne è completamente digiuno
  • ne è particolarmente informato per aver letto e navigato....

I mie pazienti che si rivolgono  a me "precotti" dalla chirurgia estetica divulgata in internet per aver letto di tecniche versus altre tecniche, sono solito dire: la conoscenza parziale delle cose è peggio dell'ignoranza totale. Il mio atteggiamento non vuole assolutamente essere né cinico nè irrispettoso della volontà di informarsi da parte degli utenti ma vuole essere assolutamente trasparente e soprattutto 'incidente" come un bisturi nella testa del paziente. Il paziente deve capire ciò che è possibile ottenere ( propaganda a parte ) e ciò che non è possibile. I rischi di una determinata tecnica e i limiti. E affinché ciò sia possibile bisogna fare come si diceva " tabula  rasa" delle pseudo verità acquisite nel mondo luccicante della chirurgia estetica pubblicata....

Il mio consiglio al paziente determinato a rivolgersi alla chirurgia estetica è di valutare bene:

- se il chirurgo dal quale vuole essere visitato sia uno specialista o meno. Non è poi tanto difficile. Quantunque al giorno d'oggi soprattutto nel nostro Paese la contraffazione dei prodotti è quasi la regola, è difficile che un chirurgo ( per timore delle sanzioni dell'Ordine di appartenenza ) si fregi del titolo di specialista in chirurgia plastica o in chirurgia plastica e ricostruttiva in difetto del possesso del titolo corrispondente. È possibile e non è scorretto trovare le parole chirurgia estetica accanto al nome del chirurgo a significare l'ambito di esercizio professionale, la chirurgia estetica appunto, ma non è corretto scrivere specialista in chirurgia estetica, visto che non esiste tale specialità a se stante, essendo, la chirurgia estetica, una branca della chirurgia plastica o della chirurgia plastica e ricostruttiva.

- se l'esperienza del chirurgo che si pubblicizza è sufficiente e se il prodotto del suo operato (gallerie fotografiche) sono soddisfacenti.

A questo direi che può servire molto internet, infatti non è così facile " giocare" con i risultati da parte di chi si improvvisa chirurgo estetico.